“Ho cercato di scrivere pagine schiette, al limite del sarcasmo. Spero che i tanti vip narrati in “Carta Straccia” mangino un po’ di rabbia per l’irriverenza di un vecchio giornalista che non appartiene a nessun clan. E si diverte ancora a tirare sassi contro i veti blindati di molte eccellenze”. Descrive così la propria inchiesta  “Carta Straccia. Il Potere Inutile dei Giornalisti italiani” edito da Rizzoli il decano dei giornalisti italiani Giampaolo Pansa. Descrivendo quello che lui stesso definiva “un libro carogna” contro “la faziosità politica dilagante” lo stesso Pansa evidenzia come lo stesso libro voglia essere un’appassionata inchiesta non solo contro buona parte del giornalismo italiano emblema della politica nazionale diviso fra un “centrodestra, dove si affermano Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri, con le campagne di stampa condotte senza guardare in faccia a nessuno” ed un centro sinistra “dominato dalla potenza guerrigliera di Ezio Mauro e dalle ambizioni politiche di Carlo De Benedetti, nemici giurati di Silvio Berlusconi”. Sarà dedicato ad un’ analisi dello stesso saggio di Pansa l’annuale appuntamento dei giornalisti cattolici dell’Arcidiocesi di Crotone e Santa Severina, convocati per domani 24 gennaio nel vescovado di Crotone da don Pietro Pontieri direttore dell’ufficio stampa diocesano in occasione della festa liturgica di san Francesco Sales, patrono dei giornalisti. Oltre alla conversazione sul saggio “Carta Straccia. Il Potere Inutile dei Giornalisti italiani”, il programma dell’incontro prevede un intervento di mons. Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone e Santa Severina sull’attualità di san Francesco da Sales, patrono dei giornalisti seguita da una Concelebrazione eucaristica nella cappella della Madonna di Capocolonna della Basilica minore crotonese  in cui saranno ricordati i giornalisti scomparsi nel corso degli anni. Nato in Savoia, Francesco da Sales fu ordinato sacerdote il 18 dicembre 1593 ed inviato nella regione di Chiablese allora dominata dal Calvinismo dove s’impegnò dapprima some sacerdoti e quindi come vescovo  nella predicazione e nella testimonianza prediligendo il metodo del dialogo, inventando i cosiddetti “manifesti” che permettevano di raggiungere anche i fedeli più lontani. L’appuntamento in onore di san Francesco da Sales si legge nella lettera invito “ci porta a riflettere sulla figura del nostro Patrono ed a invocare la protezione sul nostro difficile lavoro che richiede il coraggio della verità e talvolta sacrifici alti e costosi”. Francesco Rizza