Insoddisfazione e pessimismo sono i sentimenti prevalenti sulla  qualità della vita a Petilia Policastro, fotografata dal questionario curato dall’equipe di animazione sociale recentemente costituitosi intorno a don Giuseppe Marra parroco di santa Maria Maggiore. Voluta per offrire un momento di riflessione alla popolazione della cittadina del Marchesato crotonese, l’indagine  anche grazie all’anonimato garantito agli intervistati, rappresenta un vero e proprio segnale d’allarme per l’insoddisfazione che caratterizza su varie problematiche buona parte della popolazione intervistata. Ciò, almeno, è quello che traspare dall’ analisi dei risultati dello stesso questionario curata dalla sociologa Teresa Scalise e dagli altri giovani professionisti facenti parte dell’equipe che ha proposto una serie di domande anonime ai residenti. Numerose le sorprese che escono dalla lettura dei dati. Prima fra le altre quella di un mondo giovanile meno aperto delle persone anziane all’arrivo dei vari immigrati extra comunitari nel territorio comunale. Sul titolo di città, il 58,65% degli intervistati ritiene che il titolo di città non aiuterà il miglioramento della qualità della vita, un altro 30,54% dei cittadini hanno espresso la propria indecisione sulla conseguenze benefiche dello stesso titolo e solo il 10,81% ritengono che il passaggio da paese a città possa rappresentare, nel concreto, un effettivo  un miglioramento. Fra gli altri risultati uno dei più allarmanti sembra essere il fatto che sul futuro della città si sono detti ottimisti solo il 26% degli intervistati, i pessimisti  hanno raggiunto la percentuale del 18%, un altro 23% ha dichiarato di essere ormai rassegnato mentre una percentuale del 26% dei cittadini residenti si è detta indignata. Più uniformi le risposte relative alle motivazioni che hanno meritato a Petilia il  titolo di città. Motivazioni che, però, riguardano prevalentemente un passato più o meno lontano in cui  Petilia rappresentava una vera e propria “capitale” culturale e commerciale del Marchesato crotonese. Relativamente al presente, davvero bassa sembra essere la fiducia degli intervistati nella politica e nella gestione della cosa pubblica. Per il 70,9% degli intervistati, infatti, “moltissima responsabilità” nelle problematiche della città sembrano essere dell’Amministrazione comunale, per un altro 18,13% la responsabilità degli Amministratori su problemi cittadini è “molta”; mentre per il restante 10% la responsabilità degli Amministratori sulla vita di Petilia è poca o nulla. Rispetto alla politica, escono meglio dai dati dello stesso questionario la Chiesa  e le Scuole; anche se nei confronti delle stesse istituzioni la popolazione esprime di avere molte attese.  Altro elemento di uniformità, questa volta in positivo, è quella relativa alle peculiarità belle di Petilia fra le quali fanno da padroni il Santuario della Sacra Spina ed il Calvario del Secondo Venerdì di Marzo che quest’anno celebrerà la propria centocinquantesima edizione e per la quale sono già partiti gli incontri organizzativi a cura del Gruppo Natess che da anni collabora alla realizzazione dell’appuntamento religioso con i Missionari Ardorini ed il santuario della Sacra Spina. Francesco Rizza

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