Circolata in sordina per più giorni, è ormai ufficiale la notizia secondo cui l’Amministrazione comunale di Petilia Policastro ha sforato il patto di stabilità. In attesa degli ormai doverosi interventi di razionalizzazione delle spese del Comune cittadino per i quali gli uffici preposti starebbero già lavorando; la notizia, infatti, trova conferma nelle ammissioni di alcuni funzionari del Comune e membri della giunta del sindaco padellino Dionigi Fera. Introdotto nella legislazione italiana nel 1998, lo stesso patto di stabilità, per la prima volta sforato a Petilia, è entrato in vigore nel 2003 ed ha come proprio obiettivo precipuo il rispetto di alcuni parametri finanziari della programmazione economica dei vari Enti, compresi i Comuni. Fra questi una condivisione fra tutti i soggetti pubblici coinvolti nell’ amministrazione della cosa pubblica, obbligati dalla legislazione a porre in atto comportamenti coerenti dal punto di vista economico finanziario. Ironia della sorte, a Petilia lo sforamento dello stesso regolamento amministrativo sarebbe avvenuto, come del resto in numerose cittadine calabresi, nei ritardi con i quali la regione Calabria invia a province e comuni i propri finanziamenti  e quelli accordati dall’Unione europea. Come del resto era stato paventato nell’ultima seduta del Consiglio comunale, a Petilia è capitato proprio questo. Attesa da più mesi, è stata accreditata solo il 2 gennaio scorso una degli ultimi   sal relative al progetto di riqualificazione del percorso nel centro storico cittadino congiungente la zona della Giudecca col quartiere medievale della Rupa. Con un finanziamento europeo ci 1.188.808 euro, lo stesso progetto stilato dallo studio dell’ingegner Mannarino doveva  essere terminato entro il 2010, ma per problematiche varie registrate nel corso della propria realizzazione attende ancora il proprio completamento che, ormai grazie all’arrivo dei nuovi fondi, non dovrebbe essere lontano. Ciò nonostante, è la preoccupazione il sentimento prevalente nella popolazione cittadina nonostante alcune voci secondo cui si potrebbero arginare lo sforamento del patto di stabilità. Se, infatti, lo sforamento non sarà superato, l’Amministrazione comunale cittadina per rientrare nei parametri dello stesso patto di stabilità non solo dovrà aumentare i tributi cittadini, ma si vedrà bloccata la propria programmazione non avendo accesso né a finanziamenti statali e né a quei mutui con cui nel corso degli anni sono stati finanziati numerosi interventi. Francesco Rizza